L’importanza del design di un testo

L’importanza del design di un testo

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Hai presente quel vecchio proverbio che dice “anche l’occhio vuole la sua parte”?

Ecco, credo che non ci sia frase più azzeccata per introdurre l’argomento di oggi: parleremo di design, di parole e di come fare a rendere un contenuto più interessante per gli occhi.

So cosa ti stai chiedendo: che cosa c’entra la scrittura con il design? C’entra, c’entra.

Più siamo brave a presentare un contenuto in modo sexy e piacevole, non solo nella sostanza ma anche nella forma, più avremo maggiori possibilità di essere lette e raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissate in quella comunicazione.

Quelli che troverai qui di seguito sono alcuni suggerimenti che, se li metti in pratica subito, faranno diventare i tuoi contenuti più interessanti e invitanti agli occhi dei lettori.

Iniziamo!

Design di un testo: occhio alla grandezza del carattere

Hai presente quelle pagine web scritte con un carattere microscopico che si fanno fatica a leggere da pc, figuriamoci da telefono?

Quelle pagine sono un ostacolo alla lettura. Disincentivano chi ci vede poco, complicano la vita anche a chi ha una buona vista, obbligando allo sforzo (e ti ricordo che online le persone non hanno voglia di sforzarsi, vogliono trovare quello che cercano in fretta e senza faticare).

Insomma, anche in questo caso le dimensioni contano.

Per darti un’indicazione, un testo leggibile dovrebbe avere un font grande almeno 16 pixel: qui faccio subito autocritica svelandoti che questo blog usa un carattere più piccolo ma, a nostra discolpa, dico anche che ci stiamo lavorando su per renderlo più leggibile e ancora più interessante 🙂

Un’altra cosa importante da dire sulla grandezza del carattere è legata alla gerarchia delle informazioni: se un testo prevede dei titoli, questi dovranno essere più grandi rispetto al corpo, se ci sono delle note o delle informazioni a piè di pagina, queste potranno avere delle dimensioni inferiori.

Sottotitoli che anticipano quello che viene dopo

Per evitare quello che viene anche definito muro di parole, organizza il testo più che puoi: suddividilo in blocchi e assegna un sottotitolo a ogni blocco per offrire al lettore un assaggio di quello che potrà leggere nelle righe seguenti.

Se il testo è piuttosto lungo, strutturarlo in sezioni aiuterà a comprendere meglio i punti che saranno trattati al suo interno.

Se è vero com’è vero, che su internet non leggiamo quasi mai un testo dall’inizio alla fine ma scorriamo tra una riga e l’altra, i sottotitoli servono per agganciare il lettore e facilitarlo a trovare le informazioni che sta cercando.

I sottotitoli funzionano meglio se:

  • hanno una struttura simile;
  • invogliano le persone a leggere quello che c’è dopo;
  • forniscono il senso generale di quel contenuto.

In risalto i concetti chiave

Come i sottotitoli, anche i grassetti funzionano da gancio, servono a chi legge a trovare le informazioni più importanti tra quelle che gli stai raccontando.

I grassetti danno evidenza ai concetti principali, quelli che vuoi che il lettore si porti a casa da quel contenuto, indipendentemente dal fatto che l’abbia letto tutto o meno.

Assicurati di inserire all’interno del tuo testo qualche grassetto, così il lettore avrà subito sott’occhio i concetti chiave.

Elenchi puntati e numerati per fissare le idee

Se devi spiegare qualcosa che prevede dei passaggi strutturati, dello stesso livello di importanza o concatenati l’uno all’altro, organizzali in elenchi. Il concetto è sempre lo stesso: chi legge capirà meglio e si ricorderà di più cosa c’è scritto in quella porzione di testo. Questo perché l’elemento grafico (o numerico) presente prima di ogni punto elenco rimane più impresso a livello visivo.

Alcune regolette sugli elenchi puntati/numerati:

  • la prima lettera dopo ogni punto elenco va scritta in minuscolo a meno che tu non inserisca un punto alla fine della frase;
  • usa la stessa punteggiatura alla fine per ogni singola voce del punto elenco;
  • non iniziare sempre con lo stesso vocabolo, renderai quel testo più pesante da leggere;
  • guarda cosa ho fatto io in questo elenco puntato.

A capo dopo ogni argomento

La maestra Silvana, a scuola, mi aveva insegnato questo: “alla fine di ogni frase si mette il punto. Se il tuo ragionamento è concluso vai a capo, se devi continuare il discorso prosegui sulla stessa riga”.

Il punto e a capo è un’indicazione forte e chiara per il lettore che hai finito di parlare di un determinato argomento, che la tua riflessione è completa, e che sei pronta a raccontare qualcosa di nuovoQuando vai a capo, ricorda di non lasciare nulla in sospeso con le frasi precedenti, altrimenti corri il rischio di disorientare il lettore che farà fatica a rimettere insieme i pezzi di quel contenuto.

Anche gli spazi bianchi comunicano

Come ci racconta Nydia in questo post, è importante dare alle parole il giusto respiro: “l’occhio riconosce prima gli spazi bianchi (o il negativo) e permette al cervello di ragionare sul percorso da fare e se non c’è, la lettura si complica”.

Pensaci. Un testo fitto fitto, con un’interlinea inesistente e parole appiccicate l’una all’altra, ti viene voglia di leggerlo? No, vero?

Strutturare un contenuto in paragrafi, organizzarlo in blocchi con titoli e sottotitoli, allineare il contenuto a sinistra, scegliere la giusta interlinea, significa usare gli spazi bianchi in modo adeguato, significa aiutare le persone a leggere e a capire cosa stai scrivendo.

Il design di un testo è come un pacco regalo

Il design di un testo per me è come il pacco di un regalo: se scegli una bella carta e ti impegni nel confezionarlo, chi lo riceverà sarà più contento di scartarlo. Al contrario, se usi una carta sgualcita e sei poco attenta al pacchetto, il destinatario sarà meno incentivato ad aprirlo.

Mi raccomando, prenditene cura come si deve.

Chi sono: Silvia Sola

Silvia Sola - Scrivo per lavoro (e perché mi piace). Insegno per imparare. Ho una gruccia tatuata sul polso.

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