Presentarsi sul lavoro: dalla stretta di mano al biglietto da visita

Presentarsi sul lavoro: dalla stretta di mano al biglietto da visita

Sveglia. Lavaggio faccia, denti. Colazione. Vestirsi e truccarsi. Ripassare mentalmente se hai messo tutto in borsa e se hai fatto tutto: portare il bambino al nido, far partire la lavatrice, inviare quella mail urgente.

E poi arrivi al colloquio con un potenziale cliente e gli stringi la mano. Quel momento è decisivo quanto le parole che andrai a raccontare dopo.

Perché? Perché una stretta di mano racconta di te, del tuo temperamento, della tua sicurezza, di ciò che vuoi trasmettere anche se non te ne rendi conto.

Ti sei accorta che, il 90% delle volte, dopo l’incontro ti dimentichi il nome della persona che hai appena conosciuto, ma non la sua stretta di mano?

Dalla stretta di mano al biglietto da visita

Parto da qui, oggi, perché, dopo l’articolo di Silvia sul raccontarsi online, voglio condividere con te quanto sia importante comunicare in maniera coerente sia quando ci presentiamo di persona sia attraverso gli strumenti  di comunicazione che scegliamo di utilizzare.

Sentiamo spesso parlare di personal branding, di corporate identity o immagine coordinata, perché fa parte del nostro essere libere professioniste quello di raccontarci. Perché chi ci sceglie lo fa per una ragione e quella, di solito, è legata a ciò che riusciamo a trasmettere e comunicare.

Come possiamo presentarci al meglio? In primis bisogna capire chi siamo, quali sono i nostri valori, come lavoriamo, quali sono i nostri punti di forza… insomma, che tipo di professionista e persona siamo. Di solito questa fase la si vive mentre si crea il proprio brand: si definiscono gli obiettivi del nostro lavoro, la job description, per arrivare alla creazione del logo, palette colore, ecc.; un mondo intero da raccontare grazie a un’operazione che ha dell’incredibile!

Dopo aver capito chi siamo, quali strumenti ci servono?

Analizzando la nostra professione e la nostra interazione con possibili clienti e collaboratori, capiamo quali sono gli strumenti che possiamo creare.

Siamo creative che vanno spesso a incontri come fiere, eventi o momenti di socializzazione tra nerd? Il biglietto da visita è qualcosa di bello  che possiamo scambiarci, un po’ come le figurine, con altre papabili collaboratrici/collaboratori.

Lavoriamo per lo più online? Allora curiamo il sito, facendoci aiutare da esperti, ce ne sono per tutte le tasche. Curiamo anche i social: non solo quello che scriviamo, anche il tono, le immagini, le copertine e la foto profilo hanno importanza e vanno scelti con attenzione.

Ci chiedono un curriculum? Se sei grafica, art director, o una creativa, non inviare il curriculum in formato europeo. Non verrà preso molto in considerazione, anche se spesso viene indicato come strumento per la compilazione. Ci sono moltissimi modi per creare un curriculum visuale che non ha nulla da invidiare a quelli creati da esperti.

Abbiamo bisogno di un portfolio per far vedere i nostri lavori? Se il cliente è importante è meglio crearne uno ad hoc per l’occasione nel quale selezioneremo soltanto i lavori che ci rappresentano di più e che avranno più peso nella valutazione del nostro operato. Oltre che per coerenza con la richiesta del committente. Si possono realizzare portfolio stampati stupendi usando carte, colori, pieghe e qualsiasi strategia creativa ci passi per la testa, ma anche affidarsi ai mezzi tecnologici. Per esempio, puoi usare Behance o una pagina dedicata sul sito o ancora creare video o presentazioni efficaci.

I miei consigli per presentarsi al meglio

  1. Capisci chi sei e cosa vuoi raccontare: hai un logo e dei colori che hai scelto per la tua immagine? Allora usali! Deve emergere chi sei anche dalla scelta estetica e grafica. Un esempio? Se sei una persona solare, non fare un biglietto da visita con uno sfondo con teschietti e colori tristi. A meno che il tuo lavoro sia legato in qualche modo a questo mondo.
  2. Less is more: è uno dei miei motti. Imparare che non è la quantità, ma la qualità di quello che produciamo e raccontiamo a dire chi siamo. Una stretta di mano sicura e un biglietto da visita semplice, una landing page ben curata può bastare per dare l’idea di chi sei: una professionista seria, accorta e organizzata. Poche regole grafiche/estetiche, ma che siano ben chiare, in modo che diventino man mano che le usi, evidenti agli occhi di tutti.
  3. Fatti aiutare da esperti: anche se sei una grafica, chiedi opinioni sul tuo logo o sulla bozza del tuo sito, fai leggere i testi a chi non è del tuo campo per capire se sono chiari ed immediati.
  4. Studia e guardati attorno: Pinterest è un oceano di idee e spunti. Non è copiare, è cercare di capire cosa fanno gli altri, anche concorrenti, per schiarirti le idee e creare un qualcosa di totalmente tuo.
  5. Impara ad usare un programma di grafica semplice come Canva:  può essere d’aiuto perché ci sono tanti modelli e soluzioni facili da usare che, per iniziare, possono essere davvero una mano santa! Ricordati sempre di darti delle regole visive personali che raccontino di te (vedi il punto 1).

In conclusione

Si può creare la più bella grafica del mondo, ma se non abbiamo nulla da trasmettere cadrà nel vuoto e non verrà raccolta. Prima di impaginare un biglietto da visita o un curriculum, chiediamoci chi siamo e cosa vogliamo raccontare a chi avremo davanti.

Il resto vien da sé.

La comunicazione avviene quando, oltre al messaggio, passa anche un supplemento di anima.

Henri Bergson

Se vuoi approfondire:

Chi sono: Eugenia Brini

Ho sempre pensato che, da grande, sarei diventata una creativa, ma qualcuno sosteneva che non fosse una vera professione. Essendo testarda non ho dato troppo peso a queste parole e ho seguito il mio istinto. Ho coltivato le mie passioni: dai collage alla calligrafia passando dallo studio dei programmi di grafica ai corsi di cucina. Ed eccomi qui: sono una grafica e una docente di cucina naturale.

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