Raccontarsi online nel 2018

raccontarsi online

Cara freelance alle prime armi,

questo post lo scrivo io ma in realtà quello che andrai a leggere è il riassunto di alcune considerazioni e riflessioni che noi della redazione della Rete al Femminile di Biella condividiamo da qualche tempo.

Oggi voglio parlarti di quanto sia ancora importante raccontare online la propria attività, di quanto al contempo sia diventato più complesso e di come comunicare online in modo più consapevole.

Questo post forse non piacerà a tutti, soprattutto a quelli che sfornano ricette di successo preconfezionate o parlano di trucchi per incrementare il fatturato, ma spero che piaccia a te e che sia d’ispirazione per il tuo lavoro.

Un passo indietro

Quando nel 2011 ho aperto partita iva raccontarsi online era più semplice. Sia chiaro, con semplice non intendo che fosse sufficiente postare due contenuti su Facebook e stop, la base è sempre la stessa: raccontare cose utili e di valore per il nostro pubblico. Solo, una volta, eravamo in meno a farlo.

C’erano tante aziende e piccole realtà in rete, è vero, ma non tutte avevano un blog, poche avevano dei canali social attivi, quasi nessuna una strategia di comunicazione efficace.

Producevamo meno contenuti, era più facile farsi notare con poche risorse e distinguersi da chi rimaneva in silenzio.

Da troppo poco a… troppo

Le cose sono cambiate in fretta: le aziende hanno iniziato ad attrezzarsi di social media manager e piani editoriali, i piccoli freelance hanno capito l’importanza di scrivere del loro lavoro e si sono lanciati nella comunicazione online, tutti quanti abbiamo iniziato a produrre contenuti per metterci in mostra. Post su Facebook, cinguettii su Twitter, bacheche su Pinterest. Per non parlare delle Instagram Stories o delle dirette Facebook.

Contenuti postati ogni giorno e più volte al giorno, parole urlate al vento e poco ragionate, testi scarni e scritti solo per fare il compitino di rispettare il calendario editoriale.

La quantità dei contenuti è aumentata in modo spropositato mentre la qualità è scesa vertiginosamente. Anche io mi ci metto in mezzo eh, molte volte mi sono resa conto di aver scritto/pubblicato cose solo per far sentire la mia voce in mezzo a tante senza interrogarmi troppo sul messaggio.

Quindi?

Quindi credo che sia arrivato il momento di fermarsi un attimo e riflettere. Riflettere e scegliere se comunicare “solo per esserci” o se farlo in modo più consapevole, mettendo tutte le energie che abbiamo per produrre e condividere cose interessanti per il nostro pubblico con l’obiettivo di crescere tutti insieme. Questi sono alcuni dei suggerimenti che mi sento di darti in questa direzione.

  • Cura il tuo sito e il tuo blog. A un evento a cui ho partecipato anni fa, Paolo Zanzottera ha detto una frase bellissima in cui credo molto:

Il sito è casa tua, negli altri posti sei in affitto.”

È proprio così, il sito e il tuo blog sono i luoghi dove sei tu a fare le regole, dove nessuno può dirti cosa fare. Non strutturare tutto il tuo business comunicando solo sui social, rischieresti di essere schiavo dei cambiamenti di algoritmo e delle sponsorizzate. Su internet il tuo sito è il bene più prezioso che hai, coltivalo.

  • Non puntare tutto su un solo canale. Fino ad adesso hai pubblicizzato i tuoi prodotti solo su Instagram? Non hai ancora un sito perché tanto ti basta la Pagina Facebook? Ora più che mai è arrivato il momento di diversificare. Pensa a cosa e dove puoi raccontare del tuo lavoro, valuta l’ipotesi di presidiare una nuova piattaforma social (se ti piace), di aprire un blog (se non l’hai ancora fatto) o di attivare una newsletter (con un messaggio forte da veicolare).
  • Comunica quando serve. Hai letto articoli che ti consigliano di pubblicare due post a settimana e un articolo del blog al mese? Ok, fai bene a farti delle linee guida, soprattutto all’inizio quando sei alle prese con tante attività diverse e, oltre a queste, devi dedicarti al tuo lavoro. Se però quel giorno il post non è pronto o quello che hai scritto non vale la pena di essere pubblicato, lascia perdere e vai serena. Arriverà un’occasione migliore per comunicare alla grande.
  • Metti da parte risorse per promuovere la tua attività. Se in passato era più facile promuoversi anche con budget risicati, oggi ahimè non è più così. Pianifica nell’arco dell’anno dei periodi di promozione e scegli un buon professionista che si occupi di sponsorizzare il tuo lavoro come meriti.
  • Se non sei sul pezzo non sentirti in colpa. Essere aggiornati sulle novità e sapere cosa succede nel tuo lavoro è importantissimo, ti aiuta ad essere più competitiva e professionale, ma non essere ossessionata. Io mi sono iscritta a così tante newsletter e mi sono salvata così tanti articoli di copywriting per “essere sul pezzo” che non ne hai idea: il risultato? Ho letto un quarto delle email che ho ricevuto e forse 10 articoli che mi sembravano davvero interessanti, ma non per questo mi sento indietro rispetto agli altri. Seleziona con attenzione le fonti per informarti (qui Tatiana te ne suggerisce qualcuna), scegli solo quelle che ti ispirano davvero e che ti viene voglia di leggere e taglia via il resto.
  • Stimola la creatività quando non sei connessa. Le idee migliori spesso non nascono mentre siamo sedute alla scrivania o stiamo lavorando in laboratorio, anzi. Ci vengono in mente quando stiamo facendo tutt’altro: affettiamo le zucchine, facciamo una passeggiata al lago, ci rilassiamo sotto la doccia, curiamo le piante. Prenditi del tempo per esercitare la creatività seguendo i consigli della nostra Eugenia.

Il Manifesto della comunicazione non ostile

Voglio chiudere questo post condividendo con te quelle che reputo essere le basi per una buona comunicazione, indipendentemente dal tipo di lavoro che svolgiamo o dall’obiettivo di un contenuto. Queste basi sono raccolte nel Manifesto di comunicazione non ostile, un progetto sociale di sensibilizzazione contro la violenza nelle parole. Leggi la carta e, se ti va, firmala per sostenere il progetto.

Buon racconto della tua attività ☺

Chi sono: Silvia Sola

Silvia Sola - Scrivo per lavoro (e perché mi piace). Insegno per imparare. Ho una gruccia tatuata sul polso.

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