Storie in equilibrio, come è andata

 

Nel pomeriggio di venerdì, la chat su WhatsApp di “donne in equilibrio” era in fermento. Gli ultimi dettagli, l’organizzazione, la suddivisione dei compiti, il chi fa cosa, l’ora di arrivo e l’emozione.

Già, un gruppo di impavide reticelle è riuscita a organizzare, sostenere e far funzionare una serata che faceva paura. La paura di affrontare per la prima volta una platea, la paura di stare nei tempi, la paura del “verrà qualcuno”?
Sono paure lecite che ognuna di noi ha vissuto nelle settimane precedenti e fino a pochi minuti prima delle 18,30.

Poi è successo che dalle 18,30 le persone iniziavano ad arrivare, prima poche e poi sempre di più. La sala era piena, noi emozionate, il pubblico in attesa.

 

La serata è cominciata

Ha aperto senza indugio alcuno la nostra leader Marie Louise Denti che con maestria ed estrema dolcezza ha raccontato del perché abbiamo voluto questa serata, di cosa sta dietro a un gruppo di professioniste e imprenditrici che ogni mese si incontra dal vivo e cosa le tiene unite.
È Rete al Femminile, un network di donne in proprio che fa rete, si sostiene, si dà coraggio e ha la forza del gruppo. È questo che siamo.

È in serate come queste che ci si accorge della forza di un gruppo e di cosa significa fare rete. Non solo una rete che sostiene, ma una rete che crea, collabora e si fa azione attraverso l’entusiasmo, la tenacia e la forza di ogni persona che ha scelto di esserne parte.

 

Gli interventi e il filo invisibile che li ha uniti

Ogni speaker ha proposto un intervento partendo da qui: donne in equilibrio. C’è chi ha parlato della sua esperienza, chi ha accompagnato verso una riflessione, chi ha ripercorso la storia. Gli argomenti diversi ma mai lontani sono diventati un dialogo a più voci e un incontro che ha scritto una storia di forza, coraggio e cambiamento.

Elisabetta Ranghino ci ha accompagnati lungo la storia per scoprire dove nascono gli stereotipi di genere, cosa significa essere donna e perché, ancora, sia così difficile ottenere senza dover lottare una parità.

Quando Elena Bobbola inizia a parlare di multitasking lo fa raccontando la sua esperienza personale e di come non sia davvero necessario, anzi di come liberarsene e non sentirsi in colpa verso se stesse.

Carolina Masieri, per la prima volta di fronte a un pubblico, ci ha accompagnati nella sua storia professionale per regalarci un messaggio importante: fai quello che ti piace e non smettere di farti domande.

Stefania Broglia ci ha aperto gli occhi rispetto a quello che mangiamo (o non mangiamo) durante il nostro lavoro. Basta spuntini e cibo spazzatura tra una fattura e l’altra. Prendiamoci cura di noi.

Elena Passalacqua ci ha portati dentro una bella riflessione sulla dicotomia tra lavoro dipendente e lavoro in proprio. Non è meglio l’uno o l’altro, ma quello che scegliamo per essere più felici.

Chiara Lorenzetti ha portato le sue parole chiave e la sua personale esperienza: ha raccontato come affrontare (la paura di) un pubblico e uscire dal proprio laboratorio.

Francesca Tanini ci ha stupito con un intervento sulle donne e maternità. Invece di parlare di come trovare un equilibrio, ci ha accompagnate dentro una riflessione sull’equilibrio, sulla parità che ha commosso tutti.

È stata Tatiana Cazzaro a chiudere il ciclo di interventi parlando di cambiamento. Si è soffermata in particolare su come il cambiamento non sia per forza un cambiare strada, ma abbracciare le nostre scelte per continuare a evolvere e rinascere, ogni volta.

 

Qualcosa da lasciare

Per chi lavora in proprio, i momenti di condivisione e confronto sono preziosi, utili e aiutano a crescere. L’atmosfera in sala è stata ricca di energia positiva, ha favorito riflessioni, scambio di idee e stimoli. È stato bello ascoltare gli interventi delle reticelle e riconoscersi un po’ in ognuna delle loro storie; è bella la sensazione di sentirsi parte di un gruppo di professioniste.
Elena Passalacqua

 

È stato grazie al supporto, di cuore e professionale, delle reticelle, se ho trovato il coraggio di mettermi in gioco e parlare in pubblico per la prima volta. Anche se l’imbarazzo si è forse fatto sentire più di quanto avessi voluto, sono grata e onorata di aver potuto dare il mio contributo in una serata così preziosa e arricchente, densa di spunti interessanti e profonde riflessioni con un pubblico così attento, interessato e partecipe.
Carolina Masieri

 

Sono grata e orgogliosa di aver potuto contribuire ad un evento così arricchente e partecipato. Una sala stimolante, interventi emozionanti e di valore. Ho portato con me l’entusiasmo e la gioia di aver condiviso con le mie straordinarie colleghe donne (della Rete al Femminile) una serata speciale.
Stefania Broglia

 

L’aria in sala era frizzante, noi “sopra il palco” eravamo emozionate, il pubblico non era tutto femminile e si è fermato fino alla fine. Personalmente mi sono messa in gioco parlando senza slide (la mia coperta di Linus di cui ho fatto anche la punta di diamante della mia professione) e son stata felice di vedere il gruppo andare avanti tutto insieme, un gruppo di reticelle fatto da donne le cui vite professionali si sono incrociate grazie alla Rete. Vederci sedute a fare il tifo l’una per l’altra è stata una delle cose più forti della serata; seguita solo dal veder brillare gli occhi alle altre reticelle emozionate durante i loro interventi… e vederli brillare anche tra il pubblico!
Elena Bobbola

 

Sono semplicemente felice di aver fatto parte di questo evento. Si respirava una grande energia. Ho parlato (a un pubblico felicemente non tutto femminile) di cambiamento culturale e superamento di stereotipi rispetto alle donne lavoratrici e imprenditrici: credo che la Rete al Femminile sia un esempio bellissimo di come possiamo sostenerci a vicenda nel costruire un mondo del lavoro e una società dove le donne siano davvero libere e valorizzate.
Elisabetta Ranghino

 

Parlare in pubblico dell’imbarazzo di parlare in pubblico è un vero paradosso, ma da sempre sono convinta che è solo cercando di superare i propri limiti che si cresce. Certe volte riesce meglio, altre peggio. La serata della rete al femminile è stata un vero successo. L’imbarazzo era forte ma il pubblico mi ha sorretta con il sorriso e l’attenzione per le mie parole. E le reticelle, tutte intorno, hanno creato una forte rete per sostenermi.
Chiara Lorenzetti

 

L’energia. Ecco cosa mi porto a casa dopo la serata. Una forza pazzesca generata da persone che hanno scelto di esserci, fare e condividere qualcosa di grande. E il coraggio. Per me che insegno public speaking è stato meraviglioso vedere ogni reticella prendere il microfono e affrontare la paura con la voglia di dare qualcosa ed essere parte di un cambiamento. Sono grata a ognuna di loro per le parole e i gesti e ringrazio le persone che con un sorriso, una parola e un abbraccio sono state con noi.
Tatiana Cazzaro

 

Vedere la sala piena, colma di persone desiderose di ascoltare è stato motivo per me di orgoglio: per la nostra piccola Rete, che ha attraversato strade tortuose e che ora si sta sviluppando in un modo nuovo e forse inaspettato, è stata una serata tutt’altro che scontata e che a mio avviso ha segnato la data “zero” di un percorso da intraprendere.
Ringrazio Rete al Femminile per avermi dato la possibilità di realizzare, nel contesto giusto, un intervento che avevo in testa da un po’ di tempo oramai e a cui tenevo (e tengo) tanto.
Ringrazio chi mi ha fermata per parlarne e chi ha cercato un contatto con me tramite i social dopo quella serata. Credo che la Rete sia proprio questo: aumentare esponenzialmente la possibilità di generare interconnessioni arricchenti sia per la professione sia per la persona.
Francesca Tanini

 

Si avvertiva l’emozione sì, ma soprattutto l’energia. Quell’energia che scaturisce da qualcosa che si ha voglia di fare, per piacere e non per dovere. E il coraggio di mettersi in gioco e di fare qualcosa di nuovo. Una cosa possibile solo grazie alla potenza del gruppo. Di una rete forte che dà forza. Grazie.
Francesca Savino

 

Siamo sempre abituate a stare tra di noi, a fare quelle riunioni interessantissime che ci aiutano a crescere e che ci rendono più unite, ma questa volta abbiamo capito che abbiamo davvero cose interessanti da dire e comunicare e il pubblico in sala cel’ha dimostrato. L’organizzazione di un evento non é una cosa semplice ma con la rete tutto é più facile e anche divertente.
Laura Pezzutto

 

Sono molto felice. Ho avuto un weekend stupendo con donne ricche di risorse che si motivano a vicenda. L’unione fa sempre la forza: ognuna di noi può essere la migliore professionista del mondo, ma se rimane da sola o si isola va poco lontano.
La serata è stata la rete dentro la Rete, perché ognuna di noi con il suo contributo ha dato anima e cuore. E comunque lo stare insieme dal vivo, incontrarsi, dà un valore che non ha eguali.
Giulia Chiaberge

 

Per me la parola d’ordine di questa serata è stata emozione.
L’ansia [prima] di non vedere la sala riempirsi. La gioia [perché questo ho provato] di vedere entrare le Reticelle e cogliere che immediatamente si sono messe al lavoro chiedendo ‘Che cosa posso fare?’ perché, non mi stancherò mai di dirlo, fare parte della Rete vuol dire Darsi una mano. L’orgoglio di vedere la sala gremita e gli sforzi di queste intense settimane ricompensati. La gratitudine verso il pubblico per esserci stato caldo, energico e generoso. Grazie e… alla prossima!
Marie Louise Denti

 

Un bel lavoro di squadra

Non solo le speaker, ma anche il lavoro prezioso dietro le quinte: Francesca Savino si è occupata della fotografia, Laura Pezzutto di tutta la parte grafica e tutte e due con Giulia Chiaberge dell’accoglienza degli ospiti. Grazie a ognuna di loro per la presenza forte e speciale.

E ancora un grazie a Birra Menabrea e Botalla Formaggi per ‘birrette e tomette’ che ci hanno donato per il buffet e a SellaLab per l’ospitalità.

 

 

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