Quaranta giorni: good vibes only

Uno dei libri che più hanno segnato la mia crescita è ‘Pensieri’ di Marco Aurelio, l’Imperatore filosofo o guerriero. Dipende un poco dalla prospettiva che vuoi avere mentre affronti questa personalità così articolata. Marco Aurelio è una di quelle figure, come Einstein o Shakespeare, a cui sono attribuite un sacco di frasi diventate poi celebri. Di Marco – lo chiamo così perché per me è un amico sincero – quella che più mi ha risuonato in questi giorni di ‘cattività’ è

“La scelta di oggi è il futuro di domani”

Stare a casa nella costrizione degli spazi e nella sospensione delle attività sociali ci sta mettendo di fronte a grandi sfide personali e professionali. Il mondo sembra che stia cambiando sotto ai nostri occhi e noi dobbiamo prepararci a governare questo cambiamento.

Nel mio piccolo ho attivato una serie di risorse, ovviamente digitali e gratuite, che vorrei condividere insieme a te facendoti una grande, doverosa e sentita premessa: la mia famiglia e io stiamo tutti bene. Il virus non ci ha colpito direttamente e quindi, tutto ciò che leggerai dopo, parte da un punto di vista privilegiato.

La Strategia della Routine

Quando tutto cambia in modo forzato e repentino è fondamentale crearsi una routine nuova, con orari ‘fuori dagli schemi’ e moduli da seguire in modo diverso accettando anche che ciò a cui ‘prima’ ti potevi dedicare per un’ora adesso ti ci puoi dedicare solo mezz’ora perché hai la testa altrove, i bambini che richiedono più attenzioni del solito o devi andare a fare la spesa anche per i tuoi nonni.

L’importanza della routine l’avevo affrontata leggendo un post di Chiara Gandolfi che avevo trovato illuminante, l’ho ritirato fuori e ho cercato di creare giornate cadenzate da un ritmo mio. Che cosa vuol dire? Vuol dire che ho inserito una pratica di yoga quotidiana (per il mio benessere psicofisico) e un paio di lezioni in inglese alla settimana, rinforzate dall’ascolto di questi podcast meravigliosi della BBC.

Questa è una best practice (te l’ho detto che studio inglese, no?) che vorrei mantenere anche quando tutto si assesterà di nuovo: vorrei crearmi delle routine che siano legate a come mi sento in quel periodo.

Lavoro: spazi e pomodori

L’altra grande sfida da affrontare nel ‘lavorare da casa’ è di dover rileggere gli spazi in un’ottica produttiva. Prima della quarantena sono sempre andata in ufficio e la scrivania di casa era un appoggio non il vero e proprio ufficio. Ho cercato quindi di trovare uno spazio con una buona luce (sono una visual e slide designer e la luce per me è fondamentale) e una scrivania ampia che mi permettesse di poter lavorare in modo ‘comodo’, alcuni consigli sul tema li ho mutuati leggendo gli articoli di  Valeria Conicella.

Un altro tasto – dolente – che ho affrontato è come rimanere concentrati in fase progettuale. Premetto: suddividere uno spazio con un collega è un conto, condividerlo con un figlio o un marito che di punto in bianco diventano rispettivamente il tuo compagno di banco e il tuo co-worker è completamente un altro. Si cambia proprio campionato.

Il pomodoro

Per non perdere d’efficacia ho scelto di usare la tecnica del pomodoro – che adoro! – perché è così semplice da essere geniale. Prendi un timer lo attivi per 25’ minuti nei quali ti concentri in modo verticale (senza nessuna distrazione) su un lavoro, quando suona stacchi per 5’ e poi riprendi. In quei 5’ minuti puoi dedicarti al ‘momento coccole’ coi bimbi più piccini, sgranchirti il collo o occuparti del tuo giardino sul balcone. Se invece hai un parco di 200 ettari 5 minuti non bastano, ma hai sicuramente altri vantaggi. La tecnica del pomodoro mi seguirà anche quando sarò libera di scorrazzare per mari e monti. In effetti ho scaricato anche l’APP sul cellulare, io ho scelto questa, ma ce ne sono tantissime.

Relazioni: dall’offline all’online

Ma la parte che mi ha sorpreso di più in questa quarantena, il pezzo più bello, che ho – volutamente –  lasciato per ultimo, come il boccone più buono in un piatto ben riuscito, sono la quantità di relazioni che ho stretto in questo periodo grazie al digitale.

Come è successo?

Mi sono aperta e ho iniziato a chiedere di attivare delle collaborazioni e sono rimasta stupita dall’entusiasmo, dalla generosità e dalla semplicità con cui le cose sono capitate. In primis l’incredibile contributo formativo che Roberta Zantedeschi, recruiter specializzata su Linkedin, ha regalato alla nostra Rete durante la riunione mensile svelando alle partecipanti tutti i segreti di questo social e, cosa non da poco, facendoci appassionare.

Uscire dalla comfort zone

Nonostante si stia da settimane a casa, magari in spazi stretti o affollati, si può uscire dalla propria comfort zone. In questi giorni – strani – ho intercettato questo bellissimo progetto fotografico di una fotografa napoletana che vive a Mantova e ha come nickname Rhamely. Il potere del digitale accorcia le distanze. Non mi piace farmi fotografare, non amo essere sotto le luci della ribalta, m’intesisce, chi mi conosce lo sa e sa quanto sia difficile per me ‘tirare fuori’ uno scatto. Detto ciò questo progetto ha come scopo di ‘prendersi cura del ricordo’ che avremo di questi giorni complicati e strani. Funziona facile: tu scrivi alla fotografa e lei risponde, ti trovi su Skype e chiacchierate e racconti LA TUA quarantena e lei, attraverso il computer, ti scatta un ritratto. Non potrà mai essere il ritratto perfetto ma il ritratto di quel momento lì, da vicino, così vicino da essere perfetto.

Ciò che ho seminato in formazione, relazioni e benessere in questi giorni mi accompagnerà anche dopo, anche se il dopo non so ciò che sarà, ma so che ci sarà – un dopo.

Credo che Marco (Aurelio! n.d.r.) – sarebbe orgoglioso di me oggi sto scegliendo di costruire un dopo, tra il Namasté e i social network. E spero che anche per te sia lo stesso.

#staycare

Photo by Martin Adams on Unsplash

Chi sono: Marie Louise Denti

Ciao! Sono Marie Louise Denti e accompagno le organizzazioni a trovare il loro talento aziendale e ad esprimerlo attraverso un’identità visiva unica e incisiva. Progetto strategie di comunicazione concrete ed essenziali. Sono una visual e slide designer: una vera e propria Slide Queen. Con entusiasmo. E bon fait.

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